Realizzato nel 1917 in pieno conflitto mondiale, su progetto dell'architetto Americo Marazzi di Lugano, rispondeva al segreto proposito di fare spionaggio sfruttando l'extraterritorialità e l'atmosfera per agganciare nelle sue sale sfavillanti di luci e di belle donne, personaggi dell'alta burocrazia statale.
Le facciate principali dell'edificio sono due: una verso il lago e l'altra verso Lugano; non dimentichiamo che a quell'epoca non esisteva l'odierna grande piazza parcheggio che ha notevolmente mutata l'ubicazione di allora.
L'incarico della decorazione interna viene affidato al pittore Girolamo Romeo. Si possono definire affascinanti le immagini dell'arredo e delle prime sale da gioco, così come quelle del ristorante che rievocano nostalgiche sensazioni di quella straordinaria epoca passata alla storia con il nome di "Belle epoque".
Per effetto di un decreto relativo alle case da gioco, il 19 luglio 1919 dopo appena due anni dall'apertura, il Casinò è costretto a chiudere i battenti e sarà riaperto solo il 2 marzo del 1933. Istituzionalizzato negli anni trenta, oggi il Casinò è diventato un potente motore economico della città, ma anche un luogo attrezzato per la cultura e gli eventi mondani, poiché ospita Vip e intellettuali, star internazionali, sfilate di moda e concerti che vanno dalla musica leggera, al jazz, al rock.
Qui sono nati i Premi di giornalismo e di critica letteraria e il Premio Maschera d'Argento collegato al mondo dello spettacolo.
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